Genova, 12/2/2010: la legge è uguale per tutti?

LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI ?

CONTRO LA DERIVA AUTORITARIA IN ATTO NEL NOSTRO PAESE

DICIAMO NO ALLE LEGGI SUL PROCESSO BREVE, SUL LEGITTIMO IMPEDIMENTO, AL LODO ALFANO, ALL’IMMUNITA’ PARLAMENTARE.

La serie di leggi proposte dal governo per garantire la totale impunità di Berlusconi dai processi in corso sta creando una vera e propria situazione di emergenza democratica.
La legge impropriamente definita sul “processo breve”, non avrà l’effetto di accelerare i processi, ma di non fare celebrare i processi.
Favorirà l’impunità non solo del Permier ma di tutti coloro che sono imputati per reati che richiedono accertamenti complessi, i reati associativi, di mafia, di terrorismo, valutari (per es.i processi Parmalat, Cirio), quelli per le malattie sul lavoro contratte per l’amianto, quelli per gli infortuni sul lavoro (v. Tyssenkroup), gli stupri, gli omicidi, oppure reati con un gran numero di parti offese ed imputati (i processi per il G8 non sarebbero mai arrivati a termine con questa legge), i processi dell’Aquila.
E’ una legge che farà precipitare la giustizia nel caos, ed impedirà a migliaia di vittime di reati anche gravissimi, di ottenere giustizia, o quantomeno di avere una sentenza.
Non regolerà solo i nuovi processi, ma anche quelli in corso, cambiando le regole con effetto retroattivo.
Questa è una legge eversiva, che stravolge l’ordinamento democratico, i principi costituzionali su cui si fonda, l’eguaglianza dei cittadini, i diritti delle vittime dei reati.
Altrettanto eversive sono le altre proposte di legge tra cui quella sul “legittimo impedimento” già approvata dalla Camera, che servirà a bloccare le udienze dei processi in cui sono imputati ministri e presidente del Consiglio e loro parenti (sarà lo stesso Governo a certificare la sussistenza delle cause di legittimo impedimento), in attesa di una riforma costituzionale, il LODO ALFANO 2, che dovrebbe porre definitivamente un divieto esplicito di cominciare o proseguire l’azione penale nei confronti del Presidente del Consiglio e dei Ministri, per questa e per le prossime legislature, in palese contrasto con l’art. 3 della Costituzione che stabilisce l’eguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge.
Se Berlusconi non avesse ottenuto la sospensione del processo Mills con il primo Lodo Alfano, poi dichiarato incostituzionale, oggi sarebbe stato condannato già in primo e secondo grado per corruzione in atti giudiziari, come l’avv. Mills che da Berlusconi è stato corrotto con 600 mila dollari per testimoniare il falso nei processi che vedevano coinvolta la Fininvest.
Se da un lato questo governo vuole garantire l’impunità a corrotti e corruttori della peggiore risma che siedono nelle stanze del potere, dall’altro persegue con determinazione la devastazione dello stato sociale, della pubblica istruzione, dei servizi pubblici, e criminalizza le fasce più deboli della popolazione, introducendo nel nostro ordinamento norme manifestamente razziste come il reato di clandestinità, che sanziona chi ha la sola colpa di avere un permesso di soggiorno scaduto, di lavorare in nero, di essere disoccupato.
E’ in atto un attacco senza precedenti ai principi fondanti della nostra costituzione, alla convivenza democratica, all’eguaglianza dei cittadini.

PER QUESTO PROPONIAMO ALLA CITTADINANZA PER IL GIORNO 12 FEBBRAIO 2010 ALLE ORE 17 un presidio davanti alla PREFETTURA con un appello rivolto a chiunque voglia partecipare ed aderire, siano essi singoli, associazioni, partiti.

Promotori :

Don Gallo, Don Farinella, Dario Rossi, Andrea Agostini, Haidi Giuliani, Norma Bertullacelli

“Fuffe” ad Alta velocità

Comunicato stampa

Lunedi 8 saremo nei giardini di via Degola – largo Jurse’ per protestare contro lo spreco di denaro pubblico che le amministrazioni pubbliche, a partire dallo Stato, per arrivare a Regione, Provincia e Comune, perseguono con la politica delle Grandi Opere.
Lunedi 8 alle 11.30 verranno inaugurati i lavori per il nodo ferroviario di Genova. E questo va bene. Sono interventi che chiediamo da oltre 15 anni e che servirebbero a consentire un uso metropolitano delle ferrovia del ponente cittadino. Peccato che manchi il collegamento bretella Voltri – Borzoli con le linee dei Giovi, opera indispensabile per instradare verso Milano le merci provenienti dal porto di Pra – Voltri.
Lunedi 8 verranno illustrati i lavori del Terzo Valico. Illustrati non inaugurati. E non potrebbe essere che cosi’ perche’ non esiste il progetto esecutivo e, pertanto, nenache i “miseri” 500 milioni stanziati dal Governo in tre anni possono essere spesi per opere accessorie ad un intervento (dal costo complessivo di 5,4 miliardi di euro) non progettato. In ogni caso siamo alla 45^ finta inaugurazione. E intanto vanno a rilento o non sono ancora iniziati i lavori di ammodernamento delle linee liguri esistenti che permetterebbero il transito di oltre 5 milioni di TEU.
Forse Lunedi 8 verra’ firmato il protocollo di intesa per la Gronda Autostradale di Ponente. Su questo progetto Comune, Provincia e Regione Liguria hanno votato documenti difformi. In ogni caso, qualunque atto si firmi, noi continueremo la lotta determinata contro un’opera che il dibattito pubblico ha dimostrato essere poco utile, dal grande impatto e con valide alternative. Risultati, quelli del dibattito publbco, di cui pero’ la stragrande maggioranza dei partiti non ha minimamente tenuto conto, continuando (autisticamente) a recitare le solite litanie “siamo isolati, dobbiamo costurire nuove autostrade, il porto non ha sbocchi” dimenticando i traffici portuali vanno da nord a sud, la gronda da est a ovest.

Antonio Bruno
Forum per la Sinistra Europea

Gronda e Terzo Valico: il diavolo fa le pentole ma non i coperchi

La decisione di Claudio Burlando di non firmare il protocollo sulla gronda autostradale di Ponente, perche’ non comprendente il tunnel tra la val Fontanabuona e Rapallo, e la successiva indignazione del ministro Matteoli, dimostra che il diavolo fa le pentole ma non i coperchi. Ma sopratutto quale protocollo dovrebbero firmare? Quello votato dal Comune di Genova, o quello della Provincia o quello della Regione Liguria? Tutti sanno che tra questi protocolli ci sono evidenti differenze, non ultima il tunnel tra Rapallo e val Fontanabuona.
Il ministro Matteoli, inoltre, millanta un fantomatico avvio dei lavori della realizzazione del primo lotto costruttivo della tratta ferroviaria Genova-Milano sul corridoio Genova-Rotterdam (Terzo Valico dei Giovi), Invece, nello stesso invito delle FFSS non si parla di inizio dei lavori, ma solo di illustrazione e questo perche’ non esiste il progetto esecutivo, ragion per cui sara’ impossibile spendere i 500 milioni di euro in 3 anni (su un costo totale di 5,4 miliardi) per le opere accessorie. Accessorie di che? Se il progetto esecutivo non esiste? In ogni caso confermiamo la mobilitazione contro queste opere che i dati emersi nel dibattito pubblico hanno dimostrato inutile e fuorviante. Saremo sempre dalla parte dei cittadini che difendono il loro territorio, e li sosterremo anche con il supporto legale. E ovviamente parteciperemo alle manifestazioni di protesta indette per lunedi 9 mattina a Sampierdarena.
Rimane il rammarico che l’inaugurazione dei lavori sul Nodo Ferroviario di Genova che da anni chiediamo a gran voce passino in secondo piano di fronte a Grandi Opere discutibili.
Sono proprio questi lavori che permettono in gran parte di migliorare la mobilita’ cittadina, in particolare con l’uso metropolitano della linea ferroviaria costiera nel ponente cittadino.

Antonio Bruno
Capogruppo Sinistra Europea – Prc

Un’altra “finta” inaugurazione del Terzo Valico, per il quale si sprecano tanti soldi

Lunedi 8 febbraio 2010 i ministri Scaiola e Matteoli inaugureranno i lavori dell’ammodernamento del Nodo Ferroviario e illustreranno i lavori del Terzo Valico Ferroviario. Illustreranno, non avranno il coraggio di tagliare un nastro!!! Siamo giunti alla quarantesima “finta” inaugurazione del Terzo Valico, primo lotto funzionale dell’Alta Velocita’ Feroviaria Genova-Milano, un tunnel di 54 chilometri che partendo da Genova arriverà a Tortona. La scelta della TAV determina specifiche tecniche (raggi di curvatura e pendenze) differenti da quelle di una linea “normale”che producono un costo esorbitante (ad oggi 5 miliardi di euro, 102 milioni di euro al km.) Va ricordato che i 5 miliardi e mezzo di euro ora previsti non verranno coperti dai privati, ai quali è stata affidata, senza alcuna gara di appalto, la progettazione-realizzazione e verifica dei lavori. Ogni famiglia italiana paghera’ 275 euro, ai quali vanno aggiunti i costi di gestione annuale (85% di passivo, dichiarato dagli stessi amministratori delle ferrovie). Finora si sono proposti e regolarmente cestinati 3 progetti, costo complessivo 330 milioni di euro, compresi i famosi e chiacchieratissimi fori pilota del 1997 (bloccati dai carabinieri). Per il Terzo Valico il Governo ha stanziato solo 500 milioni di euro in tre anni per pagare gli espropri e realizzare strade di cantiere, anche in assenza di un progetto esecutivo dell’opera nel suo complesso. Quindi i cantieri partiranno a singhiozzo per fini elettorali. Sarà un’opera mai finita, con costi altissimi per la collettività, tipo la Salerno – Reggio Calabria. E non possiamo dimenticare la genesi di questa opera. Il magistrato Ferdinando Imposimato nel suo libro “Corruzione ad Alta Velocità” riporta le dichiarazioni di Salvatore Portaluri che fu per due anni presidente della TAV. “Tutti i gruppi imprenditoriali erano stati accontentati, eppure vi erano ancora dei problemi di equilibrio, ma anche questi vengono risolti con la costituzione di un nuovo consorzio per la tratta più incerta, il Cociv per la Milano-Genova. Un consorzio anomalo di sei imprese, costituito il 3 dicembre 1991″. L’ostinazione a volere perseguire il Terzo Valico ha frenato e dilazionato i necessari, e piu’ volte da noi richiesti, lavori di ammodernamento del Nodo Ferroviario Genovese, che solo oggi pare iniziano, dopo molti anni. In piu’ ha determinato una interferenza con i progetti, contrastando con il collegamento della bretella Voltri – Borzoli con le linee dei Giovi verso il Nord, opera di 2400 metri dal costo infinitamente inferiore al Terzo Valico stesso. Cosi’ come vanno fatti gli interventi su tutte le linee ferroviarie esistenti che dalla Liguria portano verso il Nord. Al momento attuale (a fronte di un traffico ferroviario attuale di 72.000 container con le tre linee esistenti dietro Genova se ne possono trasportare 600.000, con piccoli ammodernamenti sui 2 milioni.
Sistemando la Voltri-Ovada, la Pontremolese e la Savona-Torino si giunge ad una potenzialità di 4 milioni
di teu all’anno. Sono queste le opere che vogliamo e che da anni denunciamo che non vengono fatte per correre dietro la chimera della TAV.

Antonio Bruno
capogruppo Sinistra Europea – PRC Comune di Genova

Interpellanza su box nel sottosuolo del Cinema Eden di Pegli

Genova, 11/01/10
Prot. 3

Interpellanza su box nel sottosuolo del Cinema Eden di Pegli

Il sottoscritto Consigliere

considerato che il 21/04/2008 è stato presentato alla cittadinanza di Pegli il progetto definito di “riqualificazione urbana”, che prevede nel sottosuolo del Cinema all’aperto Eden la costruzione di una struttura di quattro piani con la realizzazione di circa centoventi box;

il progetto ha da subito suscitato vivissime preoccupazioni non solo negli abitanti degli edifici che circondano l’area interessata, con platani secolari, ma in tanti cittadini Pegliesi, che, riuniti in più occasioni, hanno manifestato tutto il loro sconcerto e la loro avversità al progetto, anche perché in questi ultimi tempi in varie zone di Pegli interventi urbanistici, volti soprattutto a costruire parcheggi sotterranei, hanno provocato polemiche e violenti contrasti;

i componenti de Comitato appositamente costituito per contrastare tale progetto hanno manifestato in riunioni e contatti con le Istituzioni, preoccupazioni:
- per la stabilità degli edifici circostanti e prospicienti l’area interessata alla costruzione (la profondità dello scavo sarebbe di circa m.15, in pratica la stessa altezza dei palazzi circostanti, con una ben ridotta distanza tra le basi delle costruzioni e il ciglio di scavo);
- per il prevedibile dissesto idrogeologico provocato dall’alterazione della falda acquifera, presente nell’area, dopo la distruzione dell’alveo;
- per la situazione della viabilità della zona, già ora difficile e che verrebbe ulteriormente compromessa;
- per la scomparsa di alberi secolari e del verde della zona.

Considerato inoltre che
al progetto indicato ha dato parere sfavorevole la Municipalità VII del Ponente, dopo che sia i Componenti del Comitato che molti Pegliesi, compresi i rappresentanti della Fabbriceria della Parrocchia di San Martino, della quale fa parte la zona, hanno manifestato pubblicamente la loro opposizione.

chiede alla Sindaco e alla Giunta

che sia inibita la possibilità di usufruire dell’area del Cinema all’aperto Eden, adesso e in futuro, per la costruzione di un parcheggio interrato, tenuto conto in particolare
-dei problemi geologici e idrogeologici della zona,
-della distanza tra gli edifici interessati, costruiti tra il 1917 e il 1930, e l’area di scavo e dunque della loro stabilità,
-del fatto che verrebbe distrutta una zona verde di particolare pregio.

Il Capogruppo
Antonio Bruno

Comunicato strisce gialle e mobilità

Riceviamo sotto le feste regali, che non ci aspettavamo o che avremmo voluto non ricevere. Ci riferiamo alla comunicazione da parte di AMT dell’ulteriore riduzione del numero dei bus, che va a complicare ulteriormente la già difficile situazione dei viaggiatori, che ogni mattina con eroismo decidono di scegliere il servizio pubblico, anziché il mezzo privato. Questo però non basterebbe ad abbassare l’umore, se non fosse che anche alcuni Municipi richiedessero la rimozione delle strisce gialle, cioè le corsie preferenziali, che peraltro sono attive solo nell’orario mattutino, in cui ci si dirige in ufficio e nell’orario in cui si esce, tornando a casa. Una richiesta specifica è anche per via Merano, una via in cui le auto sono abitualmente parcheggiate in doppia fila e non rimosse. Sappiamo che non è stato fatta alcuna indagine per rilevare e verificare i tempi di percorrenza e le problematiche, e ci chiediamo quali siano i dati AMT e come tutto questo centri con il piano sulla mobilità urbana recentemente licenziato dalla giunta comunale, che forse dovrebbe rendersi conto di cadere in grave contraddizione. Un dato importante è che chi prende queste decisioni non viaggia sui mezzi pubblici, ed è ben lontano dal comprendere le esigenze del pendolare e di colui che non prende l’auto o la moto.
E così arriviamo all’altro dono, cioè la constatazione che la nostra città non è in grado di avere una visione globale della mobilità. Procediamo a tentoni, e stiamo involvendo drammaticamente. L’inquinamento della città di Genova è elevatissimo e la mortalità dovuta all’inquinamento causato dal traffico è dimostrata anche dal recente studio dell’OMS. Perciò dovremo accontentarci di un servizio pubblico sempre peggiore, e senza le strisce gialle, saremo anche obbligati a stare in coda assieme agli automobilisti, in un ponente sempre più maltrattato. Volevamo chiarire, se a qualcuno fosse sfuggito, che ci sono persone che vorrebbero una città meno inquinata, un mezzo pubblico efficiente, e un traffico scorrevole come una città metropolitana all’altezza del suo ruolo richiederebbe. Ci si aspetta che tale obiettivo sia condiviso dall’amministrazione, che dovrebbe premere per incentivare il mezzo pubblico e tutelarlo per tutti coloro, che desiderano muoversi in città senza rimanere prigionieri dell’inefficienza di un modello di mobilità su gomma non più sostenibile, altrove ormai superato.

Maristella Mameli, consigliera Municipio Medio Ponente
Antonio Bruno, capogruppo Sinistra Europea – PRC Comune di Genova

Unire la sinistra per difendere lavoro, ambiente, beni comuni

Comunicato stampa

In questi mesi, nonostante le divisioni e le scissioni, ci siamo trovati (rifondatori, vendoliani, comunisti, sinistri europei …) insieme a difendere il lavoro, a denunciare la precarieta’ e l’insicurezza nei luogi di lavoro, a contrastare opere devastanti e poco utili come gronda e terzo valico, a chiedere, invece, quelle opere che promuovessero rotaia e trasporto pubblico a chiedere piu’ servizi sociali e meno privatizzazioni.
Sarebbe bene che anche alle prossime elezioni regionali continuassimo su questa strada: forse e’ troppo (ma perche’ non sperare ancora) di andare uniti alle elezioni, ma almeno e’ doveroso chiedere con forza tutti insieme AL CENTRO SINISTRA che le istanze dei territori e dei lavoratori e delle lavoratrici non siano accantonate.
Proviamoci, parliamoci.

Antonio Bruno
Capogruppo Sinistra Europea – PRC Comune di Genova

Il partito dell’amore/Odio continua la sua campagna di intolleranza a Genova

Comunicato stampa

Il partito dell’amore/Odio continua la sua campagna di intolleranza a Genova. Dopo i consiglieri regionali Plinio e Rosso, anche il ministro nazional-padano Maroni si schiera a favore di un referendum a Genova contro un luogo di culto islamico (Moschea).
“A quando un referendum sulla presenza di sedi xenofobe e razziste dei partiti di governo?” – si chiede il capogruppo di Sinistra Europea – PRC in Consiglio Comunale a Genova Antonio Bruno – “e quando sara’ necessario chiedere il permesso alla cittadinanza di un quartiere sull’apertura di un circolo della nascente Federazione della Sinistra?”
“La democrazia intesa da Maroni, Plinio e Rosso e’ molto simile alla dittatura dei paesi totalitari, dove la (presunta) maggioranza decide sull’agibilita’ politica e sull’espressione delle fedi religiose delle minoranze” conclude Bruno. “E pertanto va rifiutata e le forze realmente Democratiche devono sforzarsi di trovare un’intesa per mandare a casa (politicamente) le forze reazionarie che governano l’Italia”.

Antonio Bruno
Capogruppo Sinistra Europea – PRC Comune di Genova

Bruno – Plinio e’ scontro sul “partito dell’Odio”

Corriere mercantile 31 dicemrbe 2009

“Il Partito dell’Amore si e’ velocemente trasformato nel Partito dell’Odio” esordisce il capogruppo di Sinsitra Europea – PRC in Comune Antonio Bruno.
E’ la costruzione della moschea che ancora una volta divide. “In Liguria il Centro Destra con Lega Nord, il candidato alla Presidenza della Regione Sandro Biasotti, i consiglieri uscenti Plinio e Rosso scatenano una campagna contro la costruzione di una moschea a Genova.” completa Bruno. Ma i consiglieri regionali del Pdl Gianni Plinio e Matteo Rosso non ic stanno “non abbiamo scatenato alcuna campagna di odio. Stiamo semplicemente promuovendo un grande momento di democrazia partecipativa attraverso l’effettuaizone di un referendum cnsultivo su base cittadina a proposito della moschea del Lagaccio” replicano – come prevede lo staqtu coomunale, come sollecitato da migliaia di genovesi al di la’ delle diverse appartenenze politiche e come e’ recentemente avvenuto in una nazione altamente democratica come la vicina Svizzera” Si sfidano , Bruno da una parte e Plinio e Rosso dall’altra, a colpi di fioretto, sulla democrazia applicata alla liberta’ di culto e la costurzione di un luogo di culto. E in mezzo ci sono le elezioni regionali “In un paese normalmente democratico – afferma Bruno – nessuno avrebbe l’ardire di opporsi alla costruzione di un luogo di culto, che si aggiunge ai tantissimi cristiani e alla Sinagoga. L’odio contro l’Islam, pericolosamente speculare a quello di Al Qaeda contro gli occidentali, irrompe nella campagna elettorale forse per strumentalizzare paure e instabilita’ psicologiche” Niente di tutto questo replicano Plinio e Rosso. “Si direbbe che Bruno venga dalla luna: e’ contro la recrudescenza del terrorismo islamico che fa proseliti anche nelle moschee italiane, che l’Occidente sta, proprio in questi giorni, approntando nuove misure difensive.”

Moschea a Genova: il Partito dell’Odio in campo

Comunicato stampa

Moschea a Genova: il Partito dell’Odio in campo

Non sono ancora del tutto passate le festivita’ natalizie che le sdolcinature del “natale” bianco vengono sostituite dalla retorica violenta contro i luoghi di culto islamici. Il Partito dell’Amore si e’ velocemente trasformato nel Partito dell’Odio e, in Liguria, il Centro Destra con Lega Nord, il candidato alla presidenza della Regione Sandro Biasotti, i consiglieri regionali uscenti Plinio e Rosso scatenano una campagna contro la costruzione di una moschea a Genova. In un paese normalmente democratico nessuno avrebbe l’ardire di opporsi alla costruzione di un luogo di culto, che si aggiunge ai tantissimi cristiani e alla Sinagoga. L’odio contro l’Islam, pericolosamente speculare a quello di Al Qaeda contro gli occidentali, irrompe nella campagna elettorale forse per strumentalizzare paure e instabilita’ psicologiche e oscurare, invece, la poverta’, i morti sul lavoro, lo sfruttamento dei contratti a termine, la speculazione finanziaria che sono tra le piaghe del nostro paese e della nostra regione. Fa specie che persino Sandro Biasotti smetta le vesti dell’agnello e agiti la clava dell’intolleranza fanatica

Antonio Bruno
Capogruppo Sinistra Europea – PRC Comune di Genova