Situazione gestionale degli interventi relativi alla fascia di rispetto di Prà

Commissione 4
Bilanci – Tributi – Tariffe di beni e servizi pubblici – Patrimonio
Commissione 7
Infrastrutture – Mobilità e Traffico – Polizia Municipale – Tutela dell’Ambiente – Demanio e affari portuali

Genova, 28/10/2009
Prot. n. 420766

La Commissione Consiliare Bilanci – Tributi – Tariffe di beni e servizi pubblici – Patrimonio e la Commissione Consiliare Infrastrutture – Mobilità e Traffico – Polizia Municipale – Tutela dell’Ambiente – Demanio e affari portuali sono convocate, in seduta congiunta, per Mercoledì 4 Novembre 2009 alle ore 14.30, presso la sala consiliare di Palazzo Tursi – Albini, per trattare il seguente ordine del giorno:

1) Situazione gestionale degli interventi relativi alla fascia di rispetto di Prà.
Audizione del Sig. Bartolomeo Parodi Presidente del Consorzio Prà Viva.

Il Presidente
(Guido Grillo)

Il Presidente
(Emanuele Guastavino)

O.d.G. Consigliere Angela Burlando sulla Gronda

grondaponentesmallOrdine del giorno

Il Consiglio Comunale di Genova

Premesso che

-La proposta n.70 del 29.9.09 è costituita da: proposta di delibera vera e propria, nuovo protocollo di intesa tra Regione Liguria, Provincia di Genova, Comune di Genova,Autorità Portuale di Genova, Anas spa, Autostrade per l’Italia spa, Ministero delle Infrastrutture, relazione generale sul progetto e linee guida del costituendo osservatorio;
-Nel protocollo attuale non sono ricomprese la viabilità di scorrimento di Lungomare Canepa ed il tunnel subportuale in sostituzione della sopraelevata, ma tali opere vann0o ribadite quale anello di integrazione con la rete cittadina;
-allo stesso modo il sistema di accesso tra città-porto e rete autostradale in presenza di grandi trasformazioni cittadine quali la Valpolcevera, Erzelli, ampliamento del porto di Voltri e di Sampierdarena, và considerato ed attuato come elemento essenziale della mobilità delle merci e delle persone;
-al momento della redazione del progetto vanno previsti circuiti alternativi di mobilità cittadina per sopperire a situazioni di criticità della città, peraltro gia presenti e destinarti ad aggravarsi non appena inizieranno i lavori, realizzando l’opera seguendo priorità organizzative e fasi funzionali attente alla vita della città;
-quanto alla locazione dei materiali di scavo l’utilizzo dell’area della sponda destra del Polcevera (area ex Ilva in corrispondenza della banchina portuale di Cornigliano) deve essere tale da non sottrarre ad altre destinazioni portuali o industriali per tutta la durata dei lavori;

impegna il Sindaco e la Giunta

-affinchè promuova presso i soggetti firmatari una redazione del progetto preliminare coerente con i punti sopra indicati;
-a riferire in Consiglio Comunale sullo stato di avanzamento del progetto e delle sue sostanziali caratteristiche;
-ad affiancare al previsto osservatorio un tavolo tecnico composto dai responsabili degli uffici preposti alla mobilità e alle infrastrutture di tutti gli enti pubblici coinvolti Autorità portuale compresa, così da interloquire costantemente con Aspi, Anas e Ministero delle Infrastrutture.

Angela Burlando

(approvato con 44 voti favorevoli)

Gronda: mozione su fine Dibattito Pubblico

Vedi anche Emendamenti compatti: tutti gli emendamenti sono stati bocciati da 41 voti (PD, PDL, IDV, UDC) e 5 a favore (PRC-SE, Sel, Verdi)

tursiMOZIONE

premesso che le “Linee Programmatiche” della Sindaco prevedono di trasferire progressivamente il traffico su gomma al traffico su rete ferroviaria, condizione imprescindibile del rilancio economico e della sostenibilità ambientale della città;

preso atto della Delibera del Consiglio Comunale del 17 aprile n° 31/2008 che approva il Protocollo d’intesa, sottoscritto il 5 maggio 2008, in ordine alla realizzazione e gestione dello hub di Alessandria e i relativi interventi sulla viabilità d’accesso;

tenuto conto che a breve sarà indetta la gara d’appalto per la realizzazione del Nodo Ferroviario, a seguito dell’approvazione da parte del CIPE del Progetto definitivo (pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n° 221 del 22/09/2006) e dell’aggiornamento di Progetto del Contratto di Programma 2007-2011 tra Ministero delle Infrastrutture e RFI, approvato dal CIPE nella seduta del 31/01/2008 TABELLA A Opera in Corso;

tenuto conto dell’inizio dei lavori per l’ampliamento di Lungomare Canepa, a seguito del Provvedimento di Perfezionata Intesa rilasciato dal Provveditorato alle Opere Pubbliche Lombardia-Liguria in data 20/12/2007 prot. N° 8940 e successivamente dell’approvazione da parte dell’ANAS del Progetto per le prime opere migliorative con interventi di riqualificazione della viabilità di Lungomare Canepa del 05/05/2008 prot. N° CGE-0002777-i;

tenuto conto dell’approvazione, con deliberazione del Consiglio Comunale in data 09/09/2008, del Programma integrato di interventi per la riqualificazione urbana di Cornigliano predisposto dalla “Società per Cornigliano S.p.A.” e della prima fase attuativa degli interventi stessi, comprensivi della cosiddetta “strada a mare”;

tenuto conto dell’Intesa quadro del 9 gennaio 2003 relativa alla componente stradale del nodo stradale e autostradale tra Regione Liguria, Provincia di Genova, Comune di Genova e Autorità Portuale;

Considerato che si è concluso il dibattito pubblico sulla Gronda di Ponente (Genova, 1° febbraio – 30 aprile 2009), il primo caso in Italia di débat public relativo a una grande opera infrastrutturale, dando corso all’ordine del giorno approvato dal consiglio comunale nella seduta del 14 ottobre 2008;

Considerato che dal Dibattito Pubblico è emersa la condivisione nell’affrontare la congestione del traffico autostradale e urbano a Genova sia da parte di quegli attori che sostengono la necessità della gronda, sia di quegli attori che argomentano circa l’utilità di alcune opere – spesso alternative alla Gronda di Ponente – ritenute necessarie e sufficienti a risolvere i problemi della mobilità urbana e autostradale.

Considerato inoltre che durante il Dibattito Pubblico sono emerse differenti valutazioni tra chi considera la Gronda come opera necessaria al sistema autostradale, necessaria per lo sviluppo dell’economia genovese
chi considera altresì la Gronda una soluzione sbagliata a un problema (la congestione) sino ad ora non governato

Considerato inoltre che tutti gli attori convergono nel ritenere prioritario il potenziamento del trasporto ferroviario per le merci e per le persone e del trasporto pubblico, in particolare della metropolitana.

Considerato che tutti gli attori intervenuti convergono sulla necessità dei seguenti interventi:

- interventi ferroviari (ferrovia metropolitana Nervi-Voltri e prolungamento della metropolitana da Certosa a Pontedecimo; sistemazione del nodo ferroviario ivi compresi i collegamenti tra la bretella di Voltri e le linee di Valico, sia in direzione Genova che in direzione Milano, collegamento tra i moli portuali e le linee esistenti, politica tariffaria e normativa che favorisca il trasporto via ferro; il finanziamento della sopraelevata portuale);

- interventi stradali: strada a mare Cornigliano – Lungomare Canepa da collegare al casello di Cornigliano;
completamento della strada di sponda destra del Polcevera e suo collegamento con la nuova strada a mare;
sistemazione del nodo di san Benigno.

Sottolineato come durante lo svolgimento del dibattito sia stata avanzata dall’Istituto Nazionale di Urbanistica (Inu) della Liguria la cosiddetta “ipotesi incrementale“ suggerendo di aspettare l’implementazione degli interventi stradali e ferroviari condivisi per verificare l’impatto sulla mobilità e valutare la necessità di ulteriori interventi stradali.

Considerati gli impatti importanti dovuti dalla costruzione della gronda su il rischio amianto, la gestione dei cantieri, lo smaltimento dello smarino, l’inquinamento atmosferico, l’inquinamento acustico, l’inquinamento idrico, l’impatto sulle aree di pregio naturalistico, l’impatto sulle abitazioni;

Considerato inoltre il rischio sociale di creare una zona che ospita più di un terzo degli abitanti della città, in cui si concentrino problematiche socio-economiche (rischio ghettizzazione);

Considerato perciò molto positivo lo svolgimento del Dibattito Pubblico, perché non è stato un rituale preordinato, ma ha prodotto un’imprevista ridefinizione dei temi sul tappeto e, in particolare perché, per la prima volta da quando (anni ’80) si è iniziato a discutere di bretella o gronda autostradale, è stato possibile discutere pubblicamente sull’opportunità dell’Opera, scoprendo che la nuova autostrada non era universalmente considerata come un rimedio alla congestione del nodo genovese e pertanto ponendo al centro della discussione non solo il “come” ma anche il “se”, superando il mandato iniziale alla Commissione che riguardava esclusivamente la discussione sulle cinque alternative di attraversamento della Val Polcevera (pag. 9);

Tenuto conto che sull’ipotesi della nuova autostrada si è aperta una discussione sia sugli effetti sul traffico e sulla mobilità, sia sul rapporto tra costi e benefici e che nel corso del non si è arrivati ad alcuna conclusione definitiva (pagina 83), ma, come sottolinea la Commissione, le riflessioni sviluppate hanno confermato che la Gronda non è il rimedio, ma uno dei possibili rimedi;

Tenuto conto che Autostrade per l’Italia (ASPI) ha presentato una proposta conclusiva di tracciato che ricalca grandemente il tracciato 2, coinvolgendo piu’ di un centinaio di famiglie e decine di attività produttive, con un forte impatto ambientale;

Tenuto altresì conto che a tutt’oggi non è stata prodotta una attenta analisi costi – benefici e in particolare una motivazione dettagliata dei costi dell’intervento;

Il Consiglio Comunale

Ritiene non motivata dalle risultanze del dibattito pubblico e non condivisibile la proposta avanzata da ASD Ritiene non motivata e non condivisibile la proposta di ASPI;

IMPEGNA LA SINDACO E LA GIUNTA

A perseguire nel suo programma di interventi, coerente con le Linee Programmatiche del Sindaco approvate dal Consiglio Comunale, per:il potenziamento delle infrastrutture di interesse metropolitano a beneficio del Trasporto Pubblico Locale;
una politica della mobilità che privilegi il trasporto pubblico;
il rafforzamento delle iniziative finalizzate a potenziare il trasporto su ferro/rotaia e a diminuire quello su gomma;
la separazione dei flussi di mobilità delle merci dai flussi delle mobilità delle persone al fine di coniugare la competitività delle attività produttive genovesi e in particolare del Porto con il benessere e la vivibilità della città;
ad operare affinché siano rapidamente avviate le opere per la ristrutturazione del Nodo di San Benigno
a garantire e tutelare i residenti e le attività economiche interessati dagli interventi infrastrutturali attraverso un adeguato stanziamento di risorse e l’individuazione di aree idonee alla riallocazione;

Ad aggiornare il protocollo di intesa tra Regione Liguria, Provincia di Genova, Comune di Genova, Anas Spa del 27 febbraio 2006 per la realizzazione del nodo stradale e autostradale di Genova, in modo che sia data attuazione agli interventi unanimemente condivisi e sopra elencati, posticipando a una successiva valutazione dell’impatto di tali opere sulla mobilità qualunque ipotesi di bypass autostradale.

I Consiglieri Comunali

Antonio Bruno
Arcadio Nacini
Bruno Delpino
Luca Dallorto

Gronda: protocollo d’intesa

Un appello contro il razzismo

noracismL’introduzione del reato di immigrazione clandestina, il prolungamento della detenzione amministrativa e l’ulteriore limitazione della possibilità per i migranti di accedere a servizi fondamentali accentuano in maniera drammatica la curvatura proibizionista e repressiva delle politiche migratorie del nostro Paese. Ad essere travolti sono i principi fondamentali di eguaglianza e di solidarietà che costituiscono il cuore della nostra carta costituzionale. Punendo la condizione di irregolarità in quanto tale – e senza prevedere vie praticabili di uscita da tale situazione – si crea nel sentire collettivo l’immagine del migrante come nemico nei cui confronti tutto è lecito e possibile, anche la delega della sicurezza pubblica ai privati, organizzati in ronde e organizzazioni consimili. Così si apre la strada – come molti fatti di questi giorni dimostrano – a una società razzista, dominata dall’intolleranza e dall’odio. Il nostro Paese ha già vissuto la vergogna delle leggi razziali: non possiamo e non dobbiamo dimenticarlo. È lo stesso sistema democratico nato dalla Resistenza contro il fascismo e scritto nella Costituzione ad essere in pericolo
A fronte di ciò è necessaria una reazione forte e consapevole che coinvolga le coscienze individuali e collettive, i cittadini e le organizzazioni democratiche nella loro pluralità e differenza. Occorre dare visibilità a chi crede nella giustizia, nella uguaglianza, nella pari dignità di tutti. Occorre impedire che il razzismo dilaghi alimentando, per di più, il senso di insicurezza e di paura. Occorre che i migranti, venuti in Italia per costruire il loro futuro e quello dei loro figli trovino nel nostro Paese valori di giustizia, di accoglienza e di solidarietà.
Per questo ci auguriamo che la manifestazione nazionale antirazzista, promossa per il 17 ottobre a Roma da un larghissimo schieramento di forze sociali e politiche, sia animata da una grande, plurale e unitaria partecipazione.
Fermare il razzismo, modificare la disciplina dell’immigrazione, assicurare la possibilità di soggiorno e il godimento dei diritti sociali, civili e politici alle lavoratrici e ai lavoratori stranieri rappresentano una priorità per salvare la nostra democrazia.

Simonetta Agnello Hornby, Stefano Benni, Giorgio Bocca, Andrea Camilleri, Luigi Ciotti, Cristina Comencini, Erri De Luca, Carlo Feltrinelli, Inge Feltrinelli, Luigi Ferrajoli, Dario Fo, Marco Tullio Giordana, Margherita Hack, Gad Lerner, Fiorella Mannoia, Guido Neppi Modona, Moni Ovadia, Livio Pepino, Franca Rame, Stefano Rodotà, Igiaba Scego, Antonio Tabucchi.

Gronda autostradale di ponente, un assordante silenzio

no-gronda3E’ con grande stupore che prendiamo atto dell’assordante silenzio con il quale i partiti della sinistra, dichiaratisi fino ad oggi contrari al progetto, hanno “risposto” all’approvazione del protocollo d’intesa sulla gronda autostradale di ponente da parte delle Giunte provinciale e regionale. Un silenzio acquiescente al quale non vogliamo unirci, soprattutto in un momento come questo, in cui si vanno a definire le future alleanze di governo in vista delle elezioni regionali della prossima primavera. Per questo, ribadiamo il nostro deciso NO al megaprogetto infrastrutturale e, insieme ai comitati, chiediamo, in alternativa ad esso, un piano veramente efficace e sostenibile di interventi sulla mobilità delle persone e delle merci, così come si è venuto a evidenziare nel corso del dibattito pubblico svoltosi nei mesi scorsi, del cui esito pensiamo si debba assolutamente tenere conto (a meno che non si voglia prendere in giro la cittadinanza…).

Rita Lavaggi e Giuseppe Gonella
Forum Sinistra Europea

Caterina Roseo
Forum Ambientalista

La Gronda in consiglio Comunale, giovedi 15 ottobre

no-gronda3

Da Antonio Bruno

Giovedi 15 ottobre 2009 ore 15.00 commissioni consiliari Urbanistica e Infrastrutture

Proposta 70 del 29.9.09

Approvazione dello schema del nuovo protocollo d’intesa tra Regione Liguria, Provincia di Genova, Comune di Genova, Autorità Portuale, Anas, ASPI e ministero infrastrutture per la realizzazione del nodo stradale e autostradale di Genova.

Genova 2001, una memoria da cancellare

vittoriopeaceDobbiamo essere estremamente onesti. Quante possibilità reali vi erano che in un Paese dalle stragi impunite, dalle logge segrete mai sciolte, con un sistema informativo al 70% controllato dal Presidente del Consiglio, con la magistratura accusata un giorno dopo l’altro di essere un ricettacolo di toghe rosse, quante possibilità vi erano, che un singolo magistrato condannasse il responsabile dei servizi segreti, già capo della polizia, già commissario ai rifiuti, già capogabinetto del Ministro dell’Interno, per volontà bipartisan di tutti i partiti oggi rappresentati in Parlamento ? Il mondo non è fatto di eroi. E beato quel popolo che non ha bisogno di eroi per amministrare la giustizia. La posta in gioco era estremamente alta ed erano in molti a temere un’eventuale condanna di uno degli uomini più potenti d’Italia, depositario di molti segreti degli ultimi 25 anni. Riconoscere le responsabilità di De Gennaro nell’inviare Roberto Sgalla, allora suo portavoce, alla Diaz quella notte del 21 luglio 2001, sarebbe stato come riconoscere che l’ex capo della polizia era al corrente di quanto stava accadendo e che quindi era tra coloro che avevano deciso quella spedizione punitiva.
Un simile risultato avrebbe automaticamente coinvolto anche il governo di allora e di oggi. L’assoluzione di De Gennaro, non a caso, evita tutto questo. E l’esecutivo Berlusconi ne esce ancora sano e salvo. D’altra parte che tutti colore che a Genova ricoprivano un ruolo di responsabilità nella gestione dell’ordine pubblico sono stati premiati, per la qualità dell’opera prestata, e promossi a ben più prestigiosi incarichi. Non se ne dispiace certo l’attuale opposizione istituzionale considerato che nemmeno l’ultimo governo Prodi istituì la commissione d’inchiesta grazie all’assenza, al momento del voto dei rappresentanti di Di Pietro e di Mastella. Non è un caso che le agenzie non avevano ancora terminato di battere la notizia che già in tempo reale tutti i rappresentanti politici dell’arco parlamentare non solo avevano telefonato a De Gennaro per complimentarsi, ma si erano premurati di farlo sapere agli organi d’informazione.
Non è certo l’unica occasione nella quale si assiste ad una convergenza tra il centrodestra e il centrosinistra moderato sul terreno della gestione dei servizi segreti, dell’ordine pubblico (non dimentichiamo Napoli nel marzo del 2001) e delle relazioni internazionali: è sufficiente ricordare il segreto di stato opposto in modo bipartisan sulla vicenda del rapimento Abu Omar. Mentre la sentenza sul lodo Alfano, che giunge mentre sto scrivendo, è anche il risultato della mobilitazione di tutta l’opposizione (parlamentare e non) e di vasti settori della società civile e costituisce un evento di estrema importanza; Genova 2001 invece continua a rimanere, anche per gran parte dell’opposizione, un evento da rimuovere, da cancellare dalla memoria collettiva, perché, comunque lo si analizzi, ha rappresentato nel nostro Paese l’ultimo tentativo di sviluppare una narrazione collettiva alternativa e non complementare a questo sistema.
Per questo, su Genova, da queste istituzioni non potrà mai arrivare “verità e giustizia”.

Vittorio Agnoletto, da Il Manifesto

Gronda, i segreti dell’accordo

no-gronda3Via i Tir dall’A10, livellamento dell’autostrada a Palmaro, materiale di scavo in val Varenna.
Sulla Genova Ventimiglia, nel tratto tra Voltri e Bolzaneto, non circoleranno più imezzi pesanti. Trovare il modo di spostare tutti i tir sulla Gronda, quando la nuova infrastruttura sarà terminata, sarà compito di un nuovo accordo che prevede due possibili alternative: giocare sulle tariffe (raddoppiando il pedaggio agli autoarticolati sulla vecchia autostrada) oppure semplicemente vietare la A10 all’ingombrante categoria….

Articolo

Gronda: un macigno tra centro sinistra e territorio

nogrondaComunicato stampa

Gronda: un macigno tra centro sinistra e territorio

L’”Approvazione dello schema del nuovo protocollo di intesa tra Regione Liguria, Provincia di Genova, Comune di Genova, Autorità Portuale, ANAS, Autostrade per l’Italia e Ministero delle Infrastrutture per la realizzazione del Nodo Stradale e Autostradale di Genova”, approvata all’unanimità dalla Giunta Vincenzi e’ un pesante macigno sui rapporti all’interno delle aree di sinistra in Regione Liguria. Esso si basa su affermazioni non corrispondenti al vero. In particolare, laddove si afferma che “il dibattito pubblico ha permesso di entrare nel merito dei problemi relativi al progetto di Gronda di Ponente e di porre interrogativi a cui il soggetto proponente (ASPI) ha risposto in modo positivo correggendo in modo significativo l’impostazione originaria e riducendo fortemente l’impatto dell’opera sull’ambiente e sugli abitanti.” Non riesco a comprendere cosa possa indurre la Giunta a una lettura cosi faziosa delle risultanze del dibattito pubblico. Infatti, nella relazione finale della Commissione del Dibattito Pubblico (Genova 1 febbraio – 30 aprile 2009) si afferma che “ si è scoperto è che la nuova autostrada non era universalmente considerata come un rimedio alla congestione del nodo genovese”(pagina 9). Anzi “Le riflessioni sviluppate attorno al problema della
congestione del nodo di Genova hanno confermato che la Gronda non e il rimedio, ma uno dei possibili rimedi. Il merito dei sostenitori dell’“opzione zero” e stato
quello di richiamare l’attenzione sullo sviluppo del trasporto su ferro e di opere stradali e di aver proposto politiche integrate per una mobilita “dolce”. Una parte
di tali interventi e gia’ nell’agenda delle istituzioni, ma la richiesta di un piu deciso impulso in queste direzioni e emersa con forza nel corso del dibattito.” (pagina 83) E infine “Sull’ipotesi della nuova autostrada si e aperta una discussione sia sugli effetti sul traffico e sulla mobilita, sia sul rapporto tra costi e benefi ci. Nel corso del dibattito si e lavorato molto su tali aspetti con diversi contributi tecnici. Non si e arrivati ad alcuna conclusione definitiva,” (pagina 83).
Tutto questo e’ stato accantonato e la delibera si apre con l’affermazione ideologica che “la Gronda Autostradale di Ponente e’ una delle infrastrutture con alto valore strategico ai fini dello sviluppo della citta’ di Genova”.
Per terminare due ultime considerazioni:

1. Autostrade per l’Italia si impegna ad erogare 30.000 euro alle famiglie residenti che ricadono nella fascia compresa tra 30 e 60 metri dalla nuova autostrada. Monetizzazione per l’inquinamento atmosferico e acustico che subiranno.
2. Viene dimenticato il campo nomadi dei Sinti che giacera’ sotto la Gronda a Bolzaneto. Purtroppo anche anche per Regione, Provincia e Comune i nomadi sono rifiuti da mettere sotto il tappeto.

Purtroppo se il centro sinistra perseguira’ questa strada ideologica e, in fondo anche un po’ razzista, i rapporti con il territorio avranno un collasso difficilmente
recuperabile.

Antonio Bruno
Capogruppo Sinistra Europea – PRC Comune di Genova